Non è obbligatorio corrispondere alcunché all’atto del compromesso, per l’acquisto di una casa, ma, quasi sempre, l’acquirente versa al venditore una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria, quale manifestazione reciproca dell’impegno preso a concludere il contratto d’acquisto definitivo. Il compromesso, solitamente è fissato tra il 10 e il 25% del prezzo complessivo della compravendita immobiliare; in ogni caso non supera un terzo del prezzo concordato. Se la vendita della casa si farà, quanto pagato a titolo di caparra sarà computato quale acconto del prezzo. Se, invece, sarà inadempiente il venditore della casa, l’acquirente avrà diritto ad ottenere il doppio della caparra (Codice civile, art. 1385). Se ad essere inadempiente fosse l’acquirente, il venditore potrà trattenere la caparra, fatto salvo il principio che la parte che vuole adempire può chiedere (giudizialmente) l’esecuzione coattiva del contratto e quindi conseguire materialmente quanto promesso. (Fonte: Miacasa.it)
Post da Dicembre 2008
Al compromesso per la casa è obbligatorio versare una caparra?
Dicembre 16, 2008 · Lascia un Commento
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Prosegue la lenta discesa dei prezzi delle case
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
Prosegue la lenta discesa dei prezzi delle abitazioni in un mercato immobiliare congelato da un calo delle compravendite di case del 14%. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma, i prezzi delle abitazioni delle 13 grandi aree urbane monitorate, al netto dell’inflazione, sono calati in media del 2,5% nell’ultimo semestre e del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A risentire maggiormente del calo sono Bologna e Milano. (ANSA)
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Scendono i prezzi delle case in Campania
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
Le quotazioni degli immobili e le transazioni in Campania riferite al primo semestre 2008, seguendo la tendenza in atto già in tutto il paese, hanno registrato una forte flessione negli ultimi mesi, con il conseguente calo dei prezzi delle case. Nei primi sei mesi del 2008 a Napoli la diminuzione è stata del 2,4%, con un picco del 3,2% nei quartieri Materdei e Centro-Corso Meridionale. Inattesa è la flessione del 4% della zona Medaglie D’Oro, all’interno della macroarea Vomero-Arenella, dove la spesa media per bilocali e trilocali si attesta intorno ai 350-400 mila euro.
(Corriere)
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In calo i prezzi delle Case a Secondigliano di Napoli
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
In forte calo i prezzi delle case dell’area di Secondigliano a Napoli dove, nei primi mesi del 2008, si sono realizzate soprattutto compravendite di sostituzione, così come la zona collinare dei Camaldoli, dove il mercato immobiliare è in espansione e di grande eterogeneità: qui si va dai bilocali ai trilocali, alle ville con giardino e piscina per una media di 2500 Euro al metroquadrato. Nella zona di Chiaiano, invece, si segnala il mercato immobiliare pressoché fermo in seguito alla decisione di aprire la discarica in zona. (Corriere)
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I prezzi delle Case a Posillipo resistono
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
L’unica zona a Napoli dove le quotazioni delle case è rimasta immobile, è la zona di via Petrarca, via Orazio, all’interno della macroarea Posillipo e Chiaia. La stabilità dei prezzi di questa zona è dovuta alla particolare ricercatezza delle case, per le caratteristiche che presenta, con panorama sul Golfo di Napoli e immobili prestigiosi con terrazzo costruiti negli anni 60. Il top del mercato immobiliare però si tocca a Posillipo dove sono disponibili appartamenti di grandi dimensioni in palazzi d’epoca venduti anche a 10 mila Euro al metroquadro, quando presentano caratteristiche di pregio e di panoramicità e ville indipendenti con discesa a mare e posti barca privati. Anche la zona migliore di Fuorigrotta, via Epomeo, via Manna e via Montevergine, hanno registrato un calo dei prezzi degli immobili più basso della media. (Corriere)
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Scendono i mutui
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
I Tassi interbancari ancora in calo. L’Euribor a tre mesi, su cui sono indicizzati i mutui sull’acquisto delle case, ha toccato i minimi da due anni al 3,669% mentre l’equivalente a una settimana è sceso al 2,868% e quello a sei mesi ha toccato il 3,710%, il livello più basso dal novembre 2006. La crisi finanziaria ha messo potenzialmente in pericolo una famiglia italiana su due: sono quasi 12 milioni, il 48,8% del totale, le famiglie a rischio di default. A determinare il rischio concorrono «investimenti in prodotti rischiosi», mutui, credito al consumo e assenza di risparmio accumulato. Ci sono quasi 2 milioni di famiglie (l’8,2% del totale) impegnate nel pagamento del mutuo dell’abitazione in cui vivono: di queste, sono quasi 250 mila (l’1%) quelle che dichiarano di non riuscire a rispettare le scadenze di pagamento o che hanno avuto molte difficoltà nel pagare le rate.
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Il Mutuo a tasso fisso
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
Il mutuo bancario è detto a tasso fisso in quanto, una volta scelto, il tasso non si modifica durante la vita del contratto e, di conseguenza, la rata rimane costante a prescindere dall’andamento del costo del denaro. Il mutuo a tasso fisso risulta vantaggioso se, dopo la stipula del contratto, si verifica un generalizzato aumento dei tassi, il contrario se invece i tassi diminuiscono. La costanza della rata nel tempo consente al mutuatario di gestire in maniera semplificata le scadenze previste per i versamenti periodici, soprattutto laddove non si prevedono rilevanti variazioni del reddito nel futuro. L’incidenza della rata sulla capacità di risparmio e la sostenibilità dei rimborsi sono di facile previsione. Tuttavia, la certezza della rata va bilanciata con il fatto che il tasso fisso, al momento della conclusione del contratto, si pone su livelli più elevati di quello variabile e quindi comporta, almeno nelle fasi iniziali dell’operazione, maggiori oneri per interessi. L’importo della rata può però essere mitigato agendo sulla durata del contratto di mutuo. Nella pratica, il tasso fisso si associa a durate più lunghe. (Da Banca d’Italia)
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Mutuo a tasso variabile
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
Il mutuo è detto a tasso variabile quando la misura per il calcolo degli interessi si modifica nel tempo in relazione all’andamento del costo del denaro. La variazione seguirà quella registrata dall’indice cui il tasso stesso è stato agganciato, il più frequente dei quali è l’EURIBOR. La revisione segue la periodicità delle rate; se il rimborso avviene con cadenza mensile, il tasso variabile avrà un riferimento temporale pari al mese e si aggiornerà con la stessa frequenza. Viene quindi meno la certezza circa l’entità delle rate e, al momento dell’accensione, non si conosce il costo complessivo che l’operazione potrà avere.
Chi richiede il mutuo a tasso variabile si espone al rischio di incrementi della rata in relazione a rincari del costo del denaro. Per contro, la misura del tasso variabile è inferiore a quella del fisso e, a parità di scadenza e di importo erogato, la rata iniziale risulta, anche in misura significativa, inferiore a quella derivante dall’applicazione di un tasso fisso. Pertanto, la scelta del tipo di mutuo deve essere attentamente ponderata prima della sua sottoscrizione. Il rischio di variazioni nella misura degli interessi nel tempo può comunque essere mitigato con la riduzione della durata del contratto. Di solito, il tasso variabile è associato a mutui con scadenze non molto prolungate. (Da Banca d’Italia)
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Mutuo a tasso misto
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
Il mutuo è detto misto quando consente al mutuatario di passare da una rata costante ad una invece variabile durante la vita del contratto e viceversa. Si ha quindi l’opportunità di modificare la misura iniziale degli interessi nel corso della vita del mutuo sulla base delle aspettative circa l’andamento del costo del denaro. In tal modo si ha la possibilità di gestire in modo dinamico il rischio di tasso, contenendo gli effetti dei rialzi in caso di tasso variabile ovvero di ribassi in caso di tasso fisso.
La facoltà tuttavia non è priva di costi aggiuntivi da riconoscere alla banca, i quali non sempre sono facilmente individuabili in quanto spesso impliciti nel tasso di interesse applicato. (Da Banca d’Italia)
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Usa: piano sostegno mercato immobili
Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento
Il Tesoro americano e’ al lavoro per rilanciare il mercato immobiliare e frenare la caduta dei prezzi delle case. Il dipartimento starebbe studiando un piano che consenta, utilizzando il peso di giganti come Fannie Mae e Freddie Mac, di abbassare i tassi per i nuovi mutui e così sostenere il mercato. Il progetto, punta a far scendere i tassi al 4,5%, cioè un punto percentuale in meno rispetto ai tassi standard sui mutui a 30 anni. (ANSA)
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